Come migliorare le tue skill di problem solving

La penetrazione delle tecnologie digitali nel mondo del lavoro ha profondamente modificato le necessità delle imprese in termini di competenze richieste ai lavoratori: se, da un lato, le aziende hanno bisogno di personale che riesca a cogliere appieno il potenziale delle tecnologie emergenti, dall’altro c’è bisogno di una forza lavoro che riesca ad adattarsi a un mercato in continuo cambiamento. Accanto alle competenze tecniche, diventano sempre più importanti le competenze interpersonali, tra cui la capacità di risolvere i problemi con un approccio creativo, o anche creative problem solving.

L'edizione 2020 del Workplace Learning Report di LinkedIn, che ha raccolto gli input di quasi 7 mila professionisti da 18 Paesi, ha evidenziato questo trend: per il 42% degli intervistati, infatti, la capacità di affrontare i problemi con un approccio creativo è la qualità principale da ricercare nei dipendenti, seconda solo alle capacità di leadership e management.

  • Cosa si intende per creative problem solving e perché è così importante per le aziende?

Secondo Tanya Staple, Vicepresidente Content e Products di LinkedIn, le aziende ricercano nei collaboratori quelle qualità che le tecnologie non possono offrire e cioè idee innovative per risolvere problemi complicati e per creare nuovi prodotti. 

Il termine problem solving è uno di quelli a cui nella lingua inglese si fa riferimento come termine “ombrello”, ossia un termine utilizzato per descrivere un'ampia categoria di cose, piuttosto che una singola voce specifica. Infatti, come spiega Glassdoor (un sito dedicato alla ricerca di lavoro e alla trasparenza in termini di retribuzione e condizioni lavorative nelle imprese), quella del problem solving non è un’unica skill. Ci sono, piuttosto, una serie di competenze, che rientrano in quelle definite “soft skill” (capacità interpersonali), che occorre avere al fine di riuscire a risolvere i problemi in modo efficace sul luogo di lavoro (e nella vita privata). La loro importanza è tale, che sempre più aziende stanno investendo in nuove metodologie per promuoverne l’apprendimento e lo sviluppo, anche ricorrendo alle tecnologie, con l’immersive learning.

Tra le competenze necessarie per costruire l’abilità di problem solving rientrano le doti comunicative, di collaborazione, una mente aperta (open mindedness in inglese) e la capacità di analisi. Competenze che sono necessarie a tutte le varie fasi del processo risolutivo. In particolare, quando si lavora in un team, avere una mente aperta alle idee altrui e saper ascoltare può determinare il successo o il fallimento del tentativo di risoluzione del problema.

“Il problem solving comprende due processi di pensiero molto diversi tra loro e spesso contrastanti: creatività e decision making. Il ruolo della creatività è quello di creare delle opzioni, delle possibili soluzioni a un problema, mentre con il decision making si seleziona l’opzione migliore. Le capacità di problem solving sono fondamentali perché in qualsiasi ambito della vita (che sia privato o lavorativo), dobbiamo sempre confrontarci con dei problemi”, sottolinea Cris Croft, esperto di leadership e management training, che ha realizzato per LinkedIn Learning un corso dedicato proprio allo sviluppo di queste competenze.

 

  • Come apprendere l’abilità di problem solving. 

Proprio perché si tratta di competenze che si possono applicare in qualsiasi tipo di lavoro e in qualsiasi settore, le skill di problem solving sono particolarmente ricercate dai datori di lavoro. Fortunatamente, suggerisce Croft, quella del problem solving è un’abilità che come molte altre, può essere appresa, applicando alcune strategie anche nelle piccole scelte quotidiane e sviluppando competenze associate e necessarie al problem solving.  Vediamo come. 

Il processo decisionale è stato oggetto di analisi da parte di molti ricercatori: nel 2003, Janet E. Davidson, insieme ad altri colleghi dell’Università di Yale, descrissero questo processo come un cerchio fatto di vari step da compiere per giungere alla risoluzione del problema (J.E. Davidson e altri, “The Psychology of Problem Solving”, Cambridge University Press). Non si tratta di regole rigide, ma di indicazioni che possono essere seguite in ordine differente, a seconda della natura del problema. 

Di un approccio “step-by-step” si parla anche nei blog dei principali siti dedicati alla ricerca del lavoro, dove viene sottolineata l’importanza di sviluppare una strategia che si adatti alle particolarità del caso e alle caratteristiche della persona.

 

  • Dal problema alla risoluzione. 

Tra gli esperti del tema, c’è un consenso su quello che deve essere il primo passo da compiere, che è anche il più sottovalutato (in quanto si dà spesso per scontato), ma anche il più cruciale per la buona riuscita del processo: individuare chiaramente il problema. Intervenendo in un podcast di McKinsey sull’argomento, Hugo Sarrazin, Global Leader di McKinsey Digital Design e McKinsey Digital Labs ha commentato: 

“È sorprendente quanto spesso la gente salti questo passaggio e faccia un sacco di supposizioni. La cosa più efficace è fare un passo indietro e porre le domande fondamentali: ‘Cosa stiamo cercando di risolvere? Quali sono i vincoli che esistono? Quali sono le problematicità? Rendiamole esplicite.”

Una volta individuato il problema, secondo Indeed (piattaforma americana per la ricerca di lavoro che conta 250 milioni di visitatori al mese), è importante raccogliere informazioni relative alle sue varie componenti, dalle cause alle implicazioni, alle persone e relazioni coinvolte e così via. Un approccio simile è consigliato da McKinsey, che tuttavia parla di “scomposizione del problema”, un processo che permette di analizzare le diverse componenti, che possono essere assegnate, per analisi e risoluzione, anche a diversi team aziendali.

A partire dall’analisi dei dati raccolti è possibile formulare varie strategie di risoluzione, che possono essere valutate utilizzando la formula dell’A/B testing, che permette di confrontare due diverse versioni della stessa soluzione, per testare quale delle due sia più indicata.

I risultati raccolti servono, infine, per scegliere la strategia di risoluzione più adatta e metterla in pratica. Importante anche revisionare i risultati ottenuti, per capire se il percorso fatto sia stato corretto. 

  • Allenarsi per diventare più flessibili anche nell’affrontare le sfide future. 

Allenarsi ad utilizzare questo schema anche nelle piccole scelte quotidiane è quello che suggerisce anche Inc., l’online magazine dedicato ai proprietari e ai manager di aziende private, che suggerisce, inoltre, di cambiare l’approccio emotivo che si ha verso le problematiche, favorendo una maggiore apertura mentale

“Quando si considera un problema come gravoso, lo si evita. Chi vuole davvero affrontare qualcosa che è frustrante, opprimente o apparentemente impossibile? Tuttavia, se cambiate la vostra mentalità per vedere le sfide come un modo per crescere, sarete meno stressati nel trovare una soluzione. E diventerete più flessibili anche nell’affrontare le sfide future”, scrive il fondatore, John Hall. 

Oltre alle strategie che possiamo sviluppare singolarmente è importante, suggeriscono gli esperti, confrontarsi con gli altri e chiedere aiuto, soprattutto se si lavora in team. Raccogliere le idee altrui permette di analizzare il problema da diverse angolazioni e spesso, da questo confronto, possono emergere considerazioni e soluzioni inaspettate. 

Grande importanza riveste poi la capacità di esercitarsi in hobby manuali. Secondo Leland Melving, ingegnere e astronauta per la NASA, il ruolo dell’apprendimento sperimentale non deve mai essere sottovalutato e ha un’importanza strategica. 

“Un hobby presenta una serie di sfide che richiedono un uso diverso del cervello. Poiché la creatività è un'abilità traducibile, potrete trarre vantaggio dalle attività di risoluzione dei problemi. Esplorare qualcosa di nuovo ci permette anche di testare i limiti di ciò di cui siamo capaci. Un hobby è un modo costruttivo di correre rischi creativi”.

Infine, come tante altre abilità e competenze, anche quella del problem solving può essere appresa seguendo dei corsi dedicati. Sono numerosissime le società di consulenza e training che si rivolgono alle aziende e ai singoli per aiutarli a migliorare in questo campo. Anche le principali piattaforme di apprendimento online, come LinkedIn Learning e Coursera, offrono diversi corsi dedicati proprio al problem solving, al pensiero creativo e alle capacità di decision making

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