Techno addicted? Ecco 5 buoni libri per l’estate

Cyber futuro, scenari di domani e dopodomani, suspence e trame mozzafiato. La tecnologia e i suoi sviluppi la fanno da padrone anche in libreria. Con saggi, studi, ma anche romanzi dalle trame avvincenti. Abbiamo curiosato tra novità e imperdibili evergreen, ed ecco i nostri suggerimenti di letture stimolanti e avvincenti per l’estate.

 

  1. Infomocracy. Un sistema perfetto, di Malka Older (Frassinelli, pagg.342). Primo volume della trilogia The Centenal Cycle, il libro è ambientato alla fine del XXI secolo. Al centro della vicenda, un potente motore di ricerca, Information, che detiene il monopolio dell’informazione. Introdotto vent’anni prima, Information è stato il pioniere dell’abbandono del modello stati-nazione in favore di quello di una micro-democrazia globale, in cui si crea una ‘‘Supermaggioranza’’ attraverso il voto in rete. Con le elezioni alle porte, corruzione, spionaggio, attacchi informatici e calamità naturali rischiano di far crollare quello che sembrava un sistema perfetto. Tra colpi di scena e una trama fitta di rimandi alla realtà, Infomocracy offre spunti interessanti per riflettere sull’importanza dei social network nel determinare l’ascesa di una forza politica. Infomocracy. Un sistema perfetto, è stato nominato tra i migliori libri del 2016 da Kirkus Reviews, Book Riot e dal Washington Post, ed è il primo di una trilogia, composta da Null States (USA, 2017) e State Tectonics (USA, 2018).
  2. Il cacciatore di Androidi, di Philip K. Dick (Nord, pagg.323). Pubblicato nel 1968, è il romanzo che più ha influenzato generazioni di scrittori di science fiction, diventando un vero e proprio cult anche per la cultura cyberpunk. La storia è ambientata nel 1992, all’indomani di una Guerra Mondiale che ha ucciso milioni di persone e condannato all’estinzione intere specie, costringendo gli uomini a colonizzare lo spazio. Primo autore a mettere in scena una realtà distopica, Dick racconta di androidi, robot del tutto simili agli umani. E proprio per la perfezione di queste “repliche”, e per l’impossibilità di distinguerle dagli umani, gli androidi sono stati banditi dalla Terra. Rick Deckard è un cacciatore di replicanti che vive a San Francisco, e ha il compito di uccidere sei androidi scappati sulla Terra. Non raccontiamo altro, per non spoilerare il bellissimo romanzo, che ha anticipato i dilemmi della bioetica moderna, e che ha ispirato il celebre film Blade Runner, diretto da Ridley Scott e considerato uno dei migliori film sci-fi di sempre. La vita di Dick è stata raccontata da Emmanuel Carrère nel libro Io sono vivo e voi siete morti, in cui lo scrittore francese sfugge alle regole classiche del genere biografico e trasforma il viaggio nella mente e nella vita dello scrittore americano in un libro che è insieme un romanzo di avventure e un nitido affresco delle visioni di cui Dick fu artefice e vittima.
  3. Cyber war. La guerra prossima ventura, di Aldo Giannulli e Alessandro Curioni (Mimesis Edizioni, pagg. 118). In questo libro gli autori riflettono su come le tecnologie dell’informazione abbiano profondamente modificato ogni aspetto della vita, senza tralasciare la guerra. Anche i conflitti ora viaggiano in rete, come hanno dimostrato gli avvenimenti degli ultimi anni, a partire dall’influenza russa nella campagna elettorale che ha portato all’elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti D’America. Un altro esempio riportato dagli autori è il caso Exodus, il malware costruito per il corpo di Polizia italiana, destinato a infiltrarsi negli smart phone e a prenderne il controllo. Nell’era della cyber warfare, secondo gli autori, emergono anche nuovi concetti di sovranità nazionale e di super potenza, dove chi gestisce le infrastrutture, i dati e la rete, gestisce il potere. Cambiano gli attori, quindi, cambia il campo di battaglia e, di conseguenza, cambiano anche le strategie militari: nel contesto virtuale la minaccia, invisibile, può colpire ovunque e in qualsiasi momento.
  4. 21 Lezioni per il XXI secolo, di Yuval Noah Harari (Bompiani, pagg. 528). In questo suo ultimo saggio, lo storico israeliano Yuval Noah Harari affronta alcune delle questioni più urgenti dell’agenda globale contemporanea, tra cui spicca l’impatto delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale nella biologia e nelle società umane. I cyborg, mezzi uomini e mezze macchine, prenderanno il sopravvento, si chiede lo scrittore? Come la prima rivoluzione umana distinse i Sapiens dai Neanderthal, così accadrà con la rivoluzione che sta rapidamente producendosi nel primo secolo del nuovo Millennio. La domanda che attraversa il saggio è se l’umanità del nuovo Millennio sarà capace di difendere il pianeta e, soprattutto, se stessa. Tutti i temi più cari allo scrittore sono affrontati in questo libro che è, come suggerisce il titolo, una raccolta di diversi saggi a tema. 21 lezioni per il XXI secolo unisce tutto il sapere di Harari in un solo illuminante testo, che ha la capacità di aprire la mente e di far volgere lo sguardo oltre i confini che la nostra società impone.
  5. Nello sciame. Visioni del digitale, di Byung-Chul Han (Nottetempo, pagg.105). In questo breve saggio, il filosofo coreano docente di Filosofia e Studi Culturali a Berlino, continua la sua opera di critica culturale, iniziata con la pubblicazione di La Società della stanchezza nel 2010. Attraverso l’analisi critica di alcuni temi, Han spiega che il soggetto è il risultato di una serie di processi che non sono immediatamente visibili, come l’educazione, la cultura, l’informazione e i valori trasmessi dalla famiglia. Cambiando uno o più di questi processi, si può cambiare il soggetto, non solo come individuo, ma anche come collettività. Già nel titolo e nel sottotitolo del saggio Han fornisce al lettore due concetti chiavi dell’opera: lo sciame è il termine che per lui descrive la società contemporanea, formata da individui isolati, pur nella loro interconnessione. Con il termine “visioni” il filosofo indica il tenore delle riflessioni contenute nel libro: Han, infatti, non si propone di analizzare il digitale, quanto piuttosto di dirci cos’è, secondo la sua visione. 
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